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Etichettatura dei prodotti Ittici

L'etichettatura dei prodotti ittici, introdotta dal Regolamento 2065/2001/CE, rappresenta lo strumento per tutelare i consumatori ed agevolare la scelta consapevole da parte del "consumatore informato".

 Informazione ai consumatori e tracciabilità, parole chiave della nuova normativa che consentirà la difesa delle produzioni locali di qualità dalla concorrenza internazionale; infatti, l’etichettatura delle produzioni ittiche, dalla produzione e commercializzazione, fino al consumatore finale, permette di evidenziare le caratteristiche e gli standard qualitativi delle produzioni comunitarie.

Cosa prevede la normativa sull’etichettatura

Nell’aprile del 2002 è entrato in vigore il d.m. 27/03/2002, che fissa i criteri attuativi per il regolamento (Ce) 2065/2001 sull’etichettatura dei prodotti ittici. Questo provvedimento prevede, per tutti i prodotti ittici in commercio, una specifica etichetta, che deve riportare le seguenti informazioni:

•denominazione commerciale della specie;
•denominazione scientifica della specie (facoltativa);
•metodo di produzione, come la cattura in mare o in acque interne, oppure l’allevamento;
•zona di cattura;
•bollo sanitario (solo su preconfezionato).



L'etichetta del pesce surgelato deve contenere:

- la denominazione di vendita o la denominazione commerciale della specie completata dal
termine "surgelato";
- il metodo di produzione (pescato o allevato),
- la zona di cattura per il pescato ed il Paese di provenienza per l'allevato;
- l'elenco degli ingredienti e cioè delle specie in caso di miscuglio (per es. preparato per
risotto alla pescatora);
- la quantità netta o, nel caso di prodotti preconfezionati in quantità unitarie costanti, la
quantità nominale;
- il termine minimo di conservazione (TMC) completato dall'indicazione del periodo in cui il
- prodotto può essere conservato presso il consumatore. Il TMC si indica "da consumarsi
preferibilmente entro";
- il nome o la ragione sociale o il marchio depositato e la sede del fabbricante o del
confezionatore o di un venditore stabilito nella Comunità economica europea;
- la sede dello stabilimento di produzione o di confezionamento;
- una dicitura che consenta di identificare il lotto di appartenenza del prodotto;
- le modalità di conservazione del prodotto dopo l'acquisto, completata dall'indicazione della
temperatura di conservazione e della attrezzatura richiesta;
- l'avvertenza che il prodotto una volta scongelato non deve essere ricongelato e le istruzioni
per l'uso;
- la quantità di taluni ingredienti e categorie di ingredienti, quando l'ingrediente figura nella
denominazione di vendita o sia messo in rilievo con parole o immagini nell'etichettatura (es.
zuppa di pesce all'aragosta: in questo caso è obbligatorio indicare la percentuale di aragosta
presente);
- il prezzo di vendita della confezione.

Le Zone di identificazione FAO per il pescato


 

 

Riconoscere il pesce fresco
Il pesce fresco deve avere un odore marino e gradevole, un aspetto brillante e il corpo rigido e arcuato. L’elemento distintivo di un’ottima scelta riguarda l’occhio che deve essere in fuori cornea trasparente pupilla nera e non infossato nell'orbita cornea lattiginosa pupilla grigia.